giovedì 1 luglio 2021

Le anime della gioventù: Stefano Zecchi a Lonigo


Il filosofo Stefano Zecchi è di scena stasera per Villeggendo a Bagnolo di Lonigo.

Anime nascoste. Romanzo di una gioventù incendiata

Villa Pisani Bonetti
Via Risaie 1  – BAGNOLO DI LONIGO   VI

Stefano Zecchi (Venezia, 18 febbraio 1945) è un filosofo, scrittore e opinionista italiano, ex[1] professore ordinario di estetica presso l'Università degli Studi di Milano. È stato assessore alla cultura al comune di Milano dal 2005 al 2006.
Ha acquistato notorietà anche al di fuori dell'ambito accademico per le sue presenze al Maurizio Costanzo Show negli anni novanta. È di religione ebraica.



Il libro
. Nel suo nuovo romanzo, Stefano Zecchi ci consegna il ritratto lucido e appassionato di una generazione incendiaria e incendiata, una storia di formazione letteraria e politica che racconta in chiave totalmente inedita il Sessantotto, dando voce a una gioventù emarginata e ribelle, scivolata nella spirale di un estremismo vissuto con passione, disancorato dalla realtà, dimostrando che ciascuno di noi è l'artefice di ciò che è, e dei ricordi che lascia in eredità.
La Villa Pisani di Bagnolo, progettata da Andrea Palladio fin dal 1541, data del ritorno dal suo primo viaggio a Roma, e costruita tra i 1544 e il 1545, è forse l’opera più rappresentativa del periodo giovanile della sua attività. Con essa inizia la gloriosa collaborazione del Palladio, con la Serenissima.
L’autore teneva in tanta stima questa sua opera e in tale considerazione il potere dei committenti, i Pisani, da aprire con essa la sezione dedicata alle “Case di Villa” nel suo famoso trattato: “I Quattro Libri dell’Architettura”. (Venezia 1570). La Villa di Bagnolo, ispirata ai monumenti della antica Roma, in particolare agli edifici termali, ne ripeteva la monumentalità e come tale ben si adattava a rappresentare l’insediamento dei nuovi “feudatari” e l’affermazione del potere di Venezia sulla terraferma. Secondo il progetto presentato sui Quattro Libri dell’Architettura, l’edificio avrebbe dovuto avere due facciate principali, delle quali quella verso il fiume, con i grandiosi fornici in bugnato rustico, si può tuttora ammirare nella sua integrità. Un’altra difformità, rispetto al disegno del trattato palladiano, è costituita dalla mancata costruzione del porticato dorico che, partendo dai lati della Villa, avrebbe dovuto circondare il quadrilatero della corte rustica antistante. In suo luogo recentemente è stato piantato un viale di platani che ne restituisce, almeno visivamente, le proporzioni. Gli studiosi sono però discordi nel ritenere certi i progetti rivisti dal Palladio in tarda età per la stampa del suo trattato. La Villa è oggi in perfetto stato di conservazione grazie all’opera dei proprietari precedenti ed attuali.



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