mercoledì 21 luglio 2021

Imparare a danzare nella tempesta grazie ad Antonella Viola


Villeggendo si sposta oggi a Barbarano Mossano all'interno della splendida Villa Sangiantofetti Rigon. 

Presente l'immunologa Antonella Viola che presenterà l'ultimo libro "Danzare nella tempesta", dalle ore 21.


Antonella Viola nasce il 3 maggio del 1969 nella città di Taranto. Immunologa divenuta particolarmente famosa in virtù del suo ruolo di primo piano nella lotta al Covid-19, Antonella Viola è una scienziata stimata sia a livello nazionale, sia oltre i confini italiani. Grazie alla sua capacità divulgativa, è il punto di riferimento di testate giornalistiche e programmi televisivi che vogliono approfondire gli scenari futuri riguardo le evoluzioni della pandemia. Legata professionalmente alla città di Padova, un polo importante del settore, l'immunologa è al vertice di svariate commissioni che rappresentano lo stato dell'arte in questo cruciale campo medico.

Il libro. Ogni giorno il nostro sistema immunitario ascolta i segnali provenienti dal nostro corpo e dall’ambiente in cui viviamo per difenderci dagli attacchi esterni. Il nostro organismo è capace di un’infinita potenzialità: è pronto ad affrontare qualsiasi nemico, codificandolo e costruendo la propria memoria. La stessa memoria che noi abbiamo imparato a generare con i vaccini. Oggi il mondo è colpito da una calamità feroce.
Non eravamo completamente ignari quando è arrivata, ma ci siamo fatti trovare impreparati. Di certo, sappiamo che questa pandemia non sarà l’ultima.


Progettata da Francesco Oliviera intorno alla metà del XVI secolo, Villa Sangiantofetti-Rigon è il risultato di una serie di ristrutturazioni e di ampliamenti di un edificio che era una delle tante “case dominicali” che la famiglia Traverso possedeva a Barbarano Vicentino.
Nella seconda metà del XVII secolo l’intera proprietà passò alla nobile famiglia veneziana dei Molin e nel 1776 venne venduta al nobile veneziano Benedetto Tofetti o Sangiantofetti.
Nel XIX secolo il complesso venne acquistato da Bartolomeo Breganzato, quindi passò, per via ereditaria, alla famiglia Pedrina e, sempre per via ereditaria, giunse nel 1963 agli attuali proprietari, la famiglia Rigon.

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