Radionoventa farà la
sua. Iniziamo con il presentare il primo appuntamento:
Giovedì 17 Giugno ore 21:00
MATTEO
STRUKUL
Libro: DANTE ENIGMA
Presso: Villa Dolfin Boldù via Giardini, 4 a Rosà
Matteo Strukul (Padova, 1973), dopo gli studi e il dottorato in ambito giuridico, si è dedicato alla scrittura e al mondo delle parole. Le due biografie musicali “Il cavaliere elettrico” e “Nessuna resa mai” segnano il suo esordio letterario, mentre “La ballata di Mila” rappresenta la sua prima prova come romanziere e l’apertura della saga dedicata alla killer dai dreadlocks rossi. “Regina nera”, incentrato sul tema del femminicidio, e “Cucciolo d’uomo”, presentato di recente, proseguono le sue avventure.Matteo Strukul è tra i fondatori del movimento SugarPulp ed è direttore artistico dell’omonima kermesse e di Chronicae, festival internazionale del romanzo storico. Strukul, inoltre, si occupa di traduzione per la casa editrice Edizioni BD.
Il libro: Firenze 1288. Una città cupa, fosca, nelle mani di Corso Donati, capo dei guelfi, assetato del sangue dei nemici, quei ghibellini che hanno appena sterminato i senesi - alleati dei fiorentini - nelle Giostre di Pieve al Toppo. In questo teatro d'apocalisse si muove il giovane Dante Alighieri: coraggioso, innamorato dell'amore e consacrato a Beatrice, ma costretto a convivere con la moglie, Gemma Donati; amico di Guido Cavalcanti e di Giotto, amante della poesia e dell'arte ma chiamato dal dovere sul campo di battaglia. Firenze infatti si prepara a un ultimo, decisivo scontro, e Dante dovrà dar prova del proprio coraggio impugnando le armi a Campaldino. Quando Ugolino della Gherardesca, schierato coi guelfi e imprigionato nella Torre della Muda a Pisa, morirà di fame fra atroci tormenti, Corso si deciderà a muovere guerra ai ghibellini. Il giovane Dante si unirà allora ai feditori di Firenze, affrontando il proprio destino in una sanguinosa giornata che ha segnato il corso della storia d'Italia. E che segnerà necessariamente anche lui, come uomo e come poeta.
La Villa Dolfin Boldù (Rosà) risale alla seconda metà del '700. Fu realizzata partendo dal nucleo originario del XVII secolo ed operando successivi interventi. Si inserisce in un panorama di campagna rimasto tutt'oggi integro. I Dolfin che realizzarono la villa erano tre fratelli, membri di una delle più antiche famiglie veneziane. Uno di essi sposò la figlia dell'ultimo discendente della famiglia Boldù, con l'intesa che il cognome Boldù fosse abbinato al cognome Dolfin. La famiglia Dolfin faceva parte della nobiltà veneta ancora prima dell’anno mille. Essa diede alla Serenissima il doge Giovanni Dolfin (1356-1361) e molti alti funzionari civili, militari ed ecclesiastici, contando tra questi ultimi quattro cardinali.


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